Tech-underground e recupero dati.

di Massimo Adduci

L’ora è tarda ma il mio vicino di casa trova il coraggio di suonare il campanello.

Cosa succederà mai?

Dal suo racconto.

“....Ho scaricato da Internet alcune immagini e quando ho provato ad aprirle il pc ha rallentato visibilmente e poi si è inchiodato.

Ho riavviato il pc come tante altre volte ho fatto.

E’ ripartito ma durante il caricamento del sistema operativo si è inchiodato nuovamente.

Ho riavviato ancora.

Pensavo ad un virus e poi anche il modem fa strani rumori, sarà un programma che sta tentando una connessione per farmi spendere un sacco di soldi?...."

Ovviamente mi chiede aiuto.

Non posso rifiutare.Entro in casa.

Trovo il pc rumoreggiante ma non è il modem. Purtroppo.

Il “clic-clic” proviene dall’hard disk.

E’ un rumore familiare, penso a quante volte questo “clic” ha avuto come conseguenza danni irreversibili per l’hard disk.

Dal mio sguardo il vicino capisce che la situazione non si annuncia rosea.

Mi chiede cosa succede. Provo a spiegargli la problematica.

Quando un hard disk emette questi 'clic-clic' , è molto probabile che sia in corso un crash del disco con conseguente perdita irreversibile dei dati.

La sua reazione a questa nefasta profezia è la disperazione fatta persona.

“Tutti i dati persi !” Esclama.

E mi elenca tutto il suo tesoro informatico nascosto tra un cluster e l’altro:

le foto di Timbuctù, la formula segreta della Coca cola, i codici di lancio di una decina di missili nucleari ecc……….

”Li devo recuperare a qualsiasi costo.” Afferma.

“So che ci sono aziende che fanno questo tipo di servizio.” Mi dice.

Gli faccio presente, che il costo non è proprio un cappuccino e una brioches, ma che si può arrivare oltre i 2000 euro in relazione alla quantità di dati recuperati.

Sentiti i costi per il recupero, sprofonda nello sconforto.

Pongo fine alla sua disperazione quando pronuncio la frase: vediamo cosa si può fare.

Vista l’ora, circa le 23.15 smonto velocemente il suo hard disk e mi ritiro nei miei alloggi.Lui mi saluta speranzoso. In cuor mio ho poche speranze.

Infatti nei pochi minuti che ormai mi separano dal nuovo giorno, monto l’hard disk su una slitta e lo provo sul mio pc.

Non viene riconosciuto dal BIOS come sospettavo e mi convinco sempre più che il fatidico “clic clic”, non può essere che il tipico sintomo di un blocco delle testine.

Nulla di buono, visto che spesso porta ad un crash disk completo.

In questo caso non c’è molto da fare, se non si lavora in un laboratorio specializzato equipaggiato con camere bianche di classe 100.

Resta una soluzione non dispendiosa e sicuramente bizzarra.

Avvolgere l’hard disk in un sacchetto di plastica e introdurlo nel congelatore.

Sono a conoscenza che questo tipo di operazione è stata bollata da alcuni laboratori come disinformazione bella e buona e da altri è considerata una leggenda metropolitana.

In pratica è vivamente sconsigliata.

Ma sapete, non costa nulla. E se poi dovesse funzionare ?


Per il responso ho dovuto attendere 24 ore circa.

Sono quasi pronto per l’operazione. Se l’hard disk starà su, presumo di avere poco tempo, quindi mi sono già preparato la slitta dove inserire il supporto ghiacciato e un DvD nel suo masterizzatore.

Certo, nulla a che vedere con le procedure di computer forensic !


Fasi essenziali.

Estrazione del disco dal congelatore.

Configurato disco come disco secondario.

Montaggio sulla slitta.

Avvio del pc.

Primo intoppo: di nuovo clic-clic.

Troppo freddo!

Riavvio.

Secondo intoppo: di nuovo clic-clic.

Riavvio.

Il rumore cambia e il BIOS per la prima volta lo legge.

Ma non ci siamo ancora.

Riavvio.

Nessun rumore, il BIOS legge il disco e il sistema operativo parte.

E’ questione di poco e sono sul menù di NERO ad aggiungere quante più cartelle

posso nel DvD. Parte la masterizzazione.

I minuti trascorrono, nessun segno di defaiance.

La masterizzazione è terminata.

Le cartelle restanti le copio sul mio disco. Il recupero dei dati è terminato.


Per me a questo punto l’hard disk potrebbe anche disintegrarsi,

ma voglio esagerare e formattarlo.

Con PM decido la cancellazione sicura delle partizioni.

Iniziano le operazioni, ma al 60 % dello status di avanzamento la sorte decide che può bastare così, inizia il clic-clic e il puntatore del mouse si inchioda.

Guardo l’orologio, il disco è rimasto su all’incirca un’ora.

Resta una grande soddisfazione per averci provato con successo e inevitabilmente

il pensiero corre a coloro che hanno ridicolizzato questo tipo di operazione.

Forse è una questione di numeri, riesce una volta su cento ma vale la pena provare.




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