I device nella computer forensic (2^ parte)

di Massimo Adduci

Nella prima parte dedicata alla conoscenza dei dispositivi da analizzare è stato approfondito l’aspetto costruttivo e alcune caratteristiche proprie dell’ hard disk.
In questa sezione ci occuperemo di come il device “comunica” con il sistema ovvero
dell’ interfacciamento della periferica con il sistema.
L' interfaccia é quella parte di circuito che consente il collegamento del disco all' unitá centrale.
Ne esistono diversi tipi, alcuni dei quali sono ormai diventati degli standard.
Senza entrare in maggiori dettagli citiamo gli standard più significativi:



ST-506

Ormai obsoleto, era l'interfaccia dei primi PC.

Il controller vero e proprio era una scheda inserita sul bus del PC e collegata al disco con due cavi piatti di differente larghezza.
Il limite fisico é di due unitá per controller.


XT-bus e AT-bus

Nei primi PC XT e AT era una struttura innovativa in cui la scheda sul bus costituiva solo una porta ed il controller vero e proprio era concentrato sul disco.
Si é evoluta subito nello standard IDE.


IDE-EIDE-ATA

Il controller é installato sul disco e l' interfaccia é ridotta ad una porta, di solito integrata nella scheda madre. Il collegamento avviene con un solo cavo a 40 poli.
Il limite fisico é di due unitá per porta (Master e Slave).

La maggior parte degli hard disk in uso utilizza l’ interfaccia EIDE (short di Enhanced IDE) che ne garantisce la compatibilità con tutti i computer, ed è conforme allo
standard Ultra-DMA 33, che consente una velocità di trasferimento di 33 MB/s o Ultra DMA-66, con un transfer rate di picco di 66 Mb/s.


S-ATA (Serial ATA)

Quest'ultima generazione dell'interfaccia, la Ultra ATA-133, è stata sviluppata per ottenere un transfer rate di 133 Mbytes/secondo.

La serial ATA è stata progettata per venire incontro ad alcune limitazioni come i segnali a 5Volt, l'alto numero di pin e possibili problemi dovuti ai cavi.

Tutto ciò consente a queste innovative interfacce, di scalare verso le necessità di velocità richieste dalle piattaforme di PC di nuova generazione.
Il Serial ATA rimpiazzerà il parallel ATA mantenendo la compatibilità verso gli attuali sistemi operativi e drivers aggiungendo prestazioni all'altezza dei prossimi anni.
Riducendo i voltaggi e il numero di piedini richiesti che possono essere implementati con cavi più sottili e semplici da maneggiare.
In più il Serial ATA fornisce un transfer rate di 150 Mbytes/secondo.

La velocità sarà raddoppiata nelle prossime generazioni dell'interfaccia Serial ATA.


Parallel ATA Vs. Serial ATA

Larghezza di banda: da 100/133 mb/SEC a 150-300-600 mb/sec

Voltaggio: da 5 v a 350 mV

Piedinatura (n° di pin): da 40 a 7

Cavo lunghezza: da 45,72 cm a 100 cm

Tipo di cavo: da largo a sottile


SCSI

Soluzione in genere riservata al mercato professionale, consente non solo di collegare hard disks, ma anche altri device.
Il suo utilizzo richiede l'installazione di un controller PCI in grado di gestire le periferiche operanti secondo tale standard.

Questo controller consente una comunicazione a macro comandi, tipo bus, sul cavo di collegamento che consente di avere fino a 7 unitá in parallelo.

Il cavo, singolo, puó essere a 50 poli, per il tipo di colloquio a 8 bit o 68 poli per quello a 16bit (SCSI Wide).

Piú controller possono convivere sullo stesso sistema, aumentando il numero di unitá installabili.



Alcune considerazioni

I dischi con le interfacce ST506 o ESDI avevano il controller su scheda che veniva inserita nel bus della mainboard,mentre l'elettronica situata sul disco vero e proprio aveva funzioni limitate alla scrittura ed alla lettura dei dati,a seguito dei comandi trasmessi dal controller.

Nei dischi piú recenti, ovvero quelli detti AT-Bus, sviluppatisi poi come IDE/EIDE/ATA, invece,tutta la logica di controllo é situata sull’ hard disk ed il sistema mette a disposizione solo un canale di comunicazione costituito dalle porte IDE di interfaccia.

Il microprocessore di controllo del disco é dotato di un proprio firmware (un software di gestione interno al circuito, a volte su su EPROM o su ROM, piú raramente in Flash),
di una propria Ram, di uno o piú clock e di circuiti di I/O opportuni.

Spesso é disponibile anche una certa quantitá di cache che costituisce un buffer per trattare in modo piú fluido il flusso dei dati da e verso il disco.
L' uso della cache puó ridurre di molto il tempo di accesso ai dati.

In genere, la scrittura e lettura dei dati sui dischi é molto piú veloce del trasferimento dei dati stessi attraverso l'interfaccia;la cache costituisce quindi un valido serbatoio
per il parcheggio momentaneo dei dati.






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