Nella computer forensic aspetto di rilevante importanza è la conoscenza approfondita dei dispositivi che si devono analizzare.
Tra i supporti usati per la memorizzazione e conservazione dei dati dei personal computers, detti “memorie di massa”, il device che più viene posto sotto la lente di ingrandimento virtuale del cyberinvestigatore è l’hard disk o disco rigido.
Normalmente vi sono custoditi i dati relativi al sistema, alle applicazioni software e i dati stessi dell’utente.
Meccanica ed elettronica dell’hard disk.
L’hard disk è un dispositivo costituito da parti meccaniche, elettriche ed elettroniche. Lo analizzeremo quindi in questi aspetti costruttivi.
Le parti principali sono contenute in uno châssis, tipicamente di lega leggera, chiuso da un coperchio con guarnizioni per evitare infiltrazioni di polvere.
All' interno troviamo le parti meccaniche i dischi e le testine, le parti elettriche i motori e il connettore di alimentazione e le parti elettroniche tra cui i circuiti stampati, il connettore IDE e i jumpers.
Vediamo di approfondire la conoscenza di ognuno di questi componenti.
I dischi sono di solito costruiti in materiale plastico o metallico, rigido, ricoperti da una patina di ossido di ferro (o comunque di un materiale sensibile ai campi magnetici) e possono essere in numero variabile, minimo 2 unità.
Importanti caratteristiche tecniche sono la loro densità di memorizzazione e il numero di rotazioni per minuto (RPM). Ovviamente ad un valore RPM più elevato corrispondono prestazioni superiori, mentre la densità di memorizzazione dei dischi ci permette di sapere quanti dati è possibile immagazzinare per ogni centimetro quadrato.
In base a questo valore cambia la quantità di dati memorizzabili sull'hard disk e il tempo di accesso ai dati.
Le testine, poste all'estremo di un braccio porta testina, sono una coppia per ogni disco ed agiscono sulle due facce: sono i componenti che fisicamente si occupano della lettura e scrittura dei dati sui dischi.
La meccanica dell'hard disk potrebbe portare a conclusioni errate, come ad esempio pensare a un dispositivo sottovuoto mentre le testine per girare necessitano dell'aria, altrimenti non si alzerebbero.
Infatti a device spento le testine poggiano sui dischi; infatti è proprio la rotazione dei dischi che fa alzare le testine, e non il braccio di supporto che non può scorrere in altezza.
I motori uno principale e uno di movimento servono l’uno per portare i dischi in rotazione e l’altro per movimentare i bracci porta testine lungo un arco di cerchio.
Per il connettore di alimentazione non c’è molto da dire se non che è un 4 poli, ormai uno standard per tutti i device di questo tipo.
Invece tra i vari circuiti elettronici che troviamo all’interno dell’involucro abbiamo: il cablaggio interno costituito da un circuito stampato flessibile, il circuito elettronico di gestione interna dei segnali da e per le testine(con chip dedicato), il connettore IDE a 40 poli standard (oppure SCSI standard a 50 o wide a 68 poli), il circuito stampato del controller, in ultimo i jumpers di configurazione master/slave.
L’hard disk si differenzia da altri dispositivi di memoria di massa quali i floppy, i CD, i nastri, gli zip, i dispositivi magneto-ottici per alcune caratteristiche tecniche, come l’elevata velocitá di trasferimento dei dati, il ridotto tempo di accesso, la grande quantitá dei dati immagazzinati.
Da alcune considerazioni precedenti sulla densità di memorizzazione dei dischi variano la capacità, che per gli hd più comuni, viene oggi misurata in megabytes o in gigabytes e il tempo di accesso ai dati che indica il tempo necessario per accedere ai dati memorizzati (più è basso, migliori saranno le prestazioni).
Altre caratteristiche di rilevante importanza sono il buffer che è una piccola memoria interna all'hard disk che memorizza alcuni dati letti dalla testina ma non ancora inviati alla CPU per essere elaborati ( permette di velocizzare le operazioni e, più è grande, migliori saranno le prestazioni); e il transfer rate che indica la velocità con la quale un hard disk legge i dati; in genere viene riportata la velocità massima che l'hard disk può sviluppare, ma questa in genere è teorica e viene raggiunta solo in condizioni particolari (è necessario distinguere tra transfer rate in lettura (read) e in scrittura (write), in quanto il secondo è di solito più basso del primo).

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