Nella prime due sezioni dedicate all’hardware mi sono
occupato del principale supporto
per la memorizzazione di dati, cioè
all’hard disk, sia negli aspetti costruttivi che di
comunicazione con il sistema.
Vediamo ora le caratteristiche degli altri dispositivi atti
alla
memorizzazione dei dati e quindi potenzialmente soggetti ad analisi.
Mentre l’hard disk è generalmente indentificato come un dispositivo unico, i floppy disk sono fisicamente separati dall’unità disco vera e propria, infatti il floppy disc drive è parte integrante del PC.
Quindi i floppy , rispetto agli hard disk, hanno il
vantaggio di essere rimovibili e di conseguenza di facile trasporto,
ma evidentemente con la possibilità di memorizzare
una
quantità modesta di dati e con velocità nettamente
inferiori.
Sono comunque stati tra i supporti più usati negli anni passati.e rivestivano grande importanza, perchè i primi PC non disponevano di hard disk.
Come per gli hard disk, su ogni canale fisico è possibile collegare 2 unità.
E’ comunque raro oggi, vedere PC dotati di 2 floppy drive.
Nel passato l’uso di due floppy drive era conseguente all’assenza di hard disk, ed era necessario avere due dispositivi poichè da uno di essi era possibile caricare il sistema operativo e i programmi da eseguire, e dall’altro i dati sui quali lavorare.
In aggiunta i due drive permettevano di effettuare la copia “al volo” del contenuto dei floppy disk, in quanto, non essendo disponibile un hard disk, per la memorizzazione intermedia dei dati da copiare, era nacessario utilizzare la memoria centrale.
La loro evoluzione tecnica negli ultimi anni è sfociata negli Iomega Zip, particolari dischetti con capacità nell’ordine dei centinaia di MB, che hanno avuto una scarsa diffusione sia per la mancanza di standardizzazione sia per la capillare diffusione dei masterizzatori di CD.
Le caratteristiche costruttive si limitano a un disco di materiale plastico ricoperto da una custodia protettiva.
Il formato più diffuso da molti anni è quello da tre pollici e mezzo, l’ involucro è in plastica rigida, e l’apertura per il contatto della testina con il disco interno è protetta da un otturatore metallico scorrevole, che il drive sposta internamente quando il disco viene inserito e che ritorna poi automaticamente in posizione, grazie ad una molla quando il disco viene estratto.
La protezione in scrittura viene indicata da una linguetta scorrevole:
per poter scrivere sul disco tale linguetta deve essere spostata
in modo da occludere
il foro corrispondente.
Il supporto è read e write e con il sistema suddetto la scrittura può essere bloccata.
I floppy sono basati sulla stessa tecnologia magnetica degli hard disk.
L’unità floppy disk drive è dotata sempre di 2 testine, una per la faccia superiore del disco ed una per la faccia inferiore.
A differenza dell’hard disk le testine di lettura/scrittura toccano effettivamente la superficie del disco usurandolo abbastanza velocemente, rendendo questo supporto nel tempo poco affidabile.
La comunicazione con il sistema di questa unità avviene con un apposito connettore che trova posto sulla scheda madre, di solito accanto ai due canali Ide e distinguibile da quello dell’hard disk perché dotato di un numero inferiore di poli.
Dal punto di vista delle prestazioni la velocità di rotazione è di circa di 360 rpm (rotations per minute, giri al minuto), contro circa 10000 per gli hard disk, mentre il tempo di accesso è di circa 100 ms più di dieci volte inferiore il valore tipico degli hard disk mediamente 8,5 ms.

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