Le minacce internazionali e il codice del silenzio
di Massimo Adduci
Lo scenario odierno nella lotta al cyber-crimine è in continua evoluzione.
La natura sempre più fluida ed ampia delle minacce, hanno reso obsoleto il modello di contrasto fino ad ora attuato.
Tutto ciò, in conseguenza delle differenti giurisdizioni e dei differenti modelli organizzativi delle polizie di tutte le nazioni.
Gli investigatori del web, hanno la necessità di sviluppare nuove tecniche di investigazione da intraprendere per contrastare l'ultima generazione di cybercriminali.
Tutte le Forze di polizia, sempre più hanno dovuto occuparsi di organizzazioni criminali,
operanti a livello internazionale e sempre più le “cyber minacce” iniziano fuori dagli Stati colpiti.
Per arginare questo fenomeno negli Stati Uniti, quattro anni fa, è stata costituita una speciale divisione dedicata al cyber crimine e l'
FBI ha messo a disposizione squadre debitamente addestrate in ciascuno dei suoi 56 uffici presenti sul territorio dello stato.
In questo modo l’
FBI ora ha più flessibilità e con l'applicazione del diritto internazionale
si stanno sviluppando rapporti con le polizie straniere, affiancando agenti “sul posto”,
questo specialmente nei paesi che possono essere considerati al top, per minacce relative al crimine informatico.
Tali paesi includono ad esempio, l'Estonia e la Romania.
Con questa nuova organizzazione l’
FBI ha migliorato il coordinamento delle indagini sul cybecrime, pur riconoscendo che per contrastare determinati settori,
è necessaria una particolare formazione sia tecnica che investigativa.
Le difficoltà afferenti a questo tipo di indagini, sono legate anche ad un’altra problematica:
le aziende in generale, sono restie a segnalare gli atti criminali on-line.
I rapporti tra le Forze di polizia e le aziende o i consumatori, che sono le vittime più comuni dei cybercriminali, sono stati comunque la chiave alla soluzione di molte delle indagini.
Questo è avvenuto quando c’è stato uno scambio bidirezionale delle informazioni
e cioè una fattiva collaborazione tra i soggetti.
Eppure, la maggior parte degli esperti delle Forze di polizia, concordano che la maggioranza dei crimini non viene denunciata, per timori dei ritorsioni o di ricaduta di pubblicità negativa sull’azienda.
Questo comportamento è stato denominato “ codice del silenzio”.
Le aziende sono portate a credere che, informare le autorità su un crimine informatico subito, possa avere effetto negativo sulla posizione nel mercato.
Ma le aziende devono contestualizzare il loro problema in un panorama più vasto ed è per questo che mantenere una sorta di codice del silenzio, come è stato in precedenza definito, non le avvantaggerà a lungo termine.
La sicurezza si ottiene, non soltanto con la protezione del proprio interesse,
ma con la protezione della struttura a cui si appartiene.