Con la necessità di allineare in nostro codice penale ai
tempi, negli ultimi anni, si è intrapresa una considerevole
produzione normativa soprattutto in relazione all’adempimento
di obblighi di cooperazione europea e internazionale.
Rientrano
nei reati identificabili come cybercrimes, tutti i comportamenti
lesivi del bene specificatamente tutelato, che è identificato
nella “sicurezza dei sistemi informatici”.
Proviamo ad
analizzare in un arco temporale di venti anni, dal 1980 al 2000,
tutte le norme che si occupano direttamente o indirettamente della
tutela dei sistemi informatici.
Nel 1981 la Legge
n. 121 istituisce la banca dati del Ministero dell’Interno.
Dopo
10 anni, di completa vacanza normativa, viene approvata la legge n. 1
relativa al mercato mobiliare su circuito telematico dei titoli
negoziati in borsa e viene convertito in legge (n.197) il decreto
(n.143) in tema di carte di credito e di pagamento.
Nel 1993 con
la Legge n. 547
si modificano e si integrano norme del codice penale e di procedura
penale in tema di criminalità informatica.
Nel 1996 viene
introdotta la Legge
675 sulla tutela delle persone e altri soggetti relativamente al
trattamento dei dati personali.
Nel 1997 il Decreto
513 introduce la firma digitale e la Legge
249 istituisce l’Autorità per le
telecomunicazioni.
Un anno dopo viene approvata la Legge
269 sulla pedopornografia anche on-line e il Decreto
L.vo 114 che disciplina il commercio elettronico.
Nel 1999
abbiamo il Decreto 185 in attuazione della Direttiva 97/7/CE relativa
alla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza,
mentre nel 2000 “nascono” la Legge
248 sul diritto d’autore e il Decreto
L.vo 373 in materia di pirateria audiovisiva. (in attuazione
della Direttiva 98/84/CE).
Per gli addetti del settore o per
chi si avvicina solo ora alla computer forensic, questa sintesi, non
vuole essere ovviamente uno strumento su cui basare il proprio know
how in materia legale ma dimostrare solamente, che non esiste una
omogeneità nella produzione normativa, né un codice che
disciplini in maniera organica i reati informatici.
Una realtà
problematica per chi, tutti i giorni nel proprio lavoro, deve
conciliare tecnica e giurisprudenza.
Purtroppo, la tutela messa in
essere dal legislatore, è scaturita a mio parere,
esclusivamente dall’esigenza di dare una risposta, a volte
nemmeno particolarmente tempestiva, ad un fenomeno che negli anni ha
assunto una rilevanza di importanza mondiale.

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