di Cristian Ceroni
L'operazione Cathedral del settembre 1998 ha mobilitato le forze di polizia a livello internazionale contro una rete mondiale di pedofili che operavano su internet.
Tutto è partito da un'inchiesta della polizia britannica in merito ad attività di un soggetto che scambiava immagini a carattere pedo-pornografico in una chat.
LNel corso dell'operazione sono state sequestrate più di 100.000 immagini pornografiche, alcune addirittura raffiguranti bambini di appena due anni.
I principali elementi che caratterizzano la pedofilia in internet, riguardano la potenzialità del web, e la sua capacità di circolazione riservata di materiale.
Si evidenziano due fattori: organizzati e individuali.
I primi sono caratterizzati da:
- costituzione di siti di scambio di informazioni ed esperienze;
- crescita della produzione amatoriale di materiale pedo pornografico;
- attività di organizzazioni criminali che forniscono soggetti minori;
- nascita di consorzi di pedofili di tipo pseudo politico.
Col secondo aspetto invece:
- la rete consente al pedofilo una maggiore facilità e riservatezza nella fruizione del materiale pornografico;
- incremento delle fantasie erotiche aprendo l'opportunità di entrare in circuiti di soggetti pedofili e l'accesso a forme di turismo sessuale.
La rete ospita due tipologie di siti: il primo è in chiaro, ovvero accessibile da chiunque, non contengono foto e attraverso il mezzo telematico promuovono la loro ideologia dell'amor pedofilo.
Il secondo tipo è nascosto, quello più pericoloso, dove è prevista una modalità di scambio, la quale consiste nell'accredito di un certo numero di Mb di immagini da mettere in share, in pratica la stessa logica di funzionamento dei più conosciuti p2p.
Il computer rappresenta lo strumento ad hoc per questi soggetti devianti, che utilizzano anche per creare ex novo immagini di bambini inesistenti, come conosciuto come pedo-morphing.
Anche se queste immagini non implicano l'abuso sul minore, costituisce un elemento criminogeno, in quanto questo espediente viene utilizzato dai soggetti pedofili per sedurre i bambini e ridurre in questo modo le loro inibizioni sessuali.
E' stato inoltre individuato l'impiego di sistemi di "autoprotezione" non prettamente di tipo tecnico: il mutual involvement.
Consiste in una forma di reciproco coinvolgimento attraverso scambio di materiali nel quale sono presenti elementi in grado di rappresentare le responsabilità penali di ciascun nuovo adepto (come mostrare il volto o altri particolari personali).
Un aspetto molto importante riguardo al sistema di accredito di determinate quantità di immagini.
I pedofili sanno bene che le forze dell'ordine non possono inviare materiale di pornografia infantile, nè tantomeno foto conosciute, in quanto i soggetti capirebbero che si tratta di un'esca.
Per questi individui è il metodo più sicuro per avere transazioni sicure.
Con tale azione, i promotori dei "rings" arginano il rischio di infiltrazioni e il pericolo di delazioni.
In rete si trovano spesso immagini di tipo child erotica, ed i siti che ospitano indegnamente tali immagini per evitare sanzioni legali, si promuovono inmolti paesi come siti artistici.
L'aspetto problematico delle chil erotica risiede nel dibattito scottante sulla censura di internet, tant'è che questo tipo di immagini non sono incluse nelle definizioni internazionali di pedo-pornografia.
Spesso nel loro modus operandi utilizzano frasi cifrate, acronimi, per deviare l'attenzione e non essere facilmente identificati
Alcuni esempi:
AOA age of attraction
CL child lover
OPAAT one pedophile at a Time
PVF plain vanilla faggot
Oggi è fondamentale l'operato svolto da gruppi specializzati delle forze dell'ordine e dai volontari che apportano costantemente un validissimo aiuto nella lotta alla pefodilia, attraverso la segnalazione di siti e sistemi p2p che mettono a disposizione materiale illegale.
E' infatti merito di questa stretta collaborazione, che si è riusciti a far emergere un intero sommerso di violenze ed abusi perpetrati ai danni di sfortunati bambini.

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