Cyberlaundering: le caratteristiche del fenomeno
di Cristian Ceroni
Il riciclaggio di capitali rappresenta l’insieme di attività generalmente atte a occultare la provenienza criminale di beni e utilità,
con il conseguente intento di cancellare le tracce che possano ricondurle alla fonte illecita.
Il denaro ripulito offre molti vantaggi competitivi, come quello di consentire alle organizzazioni criminali di infiltrarsi nell’economia lecita.
La crescita dell’offerta telematica e la creazione di servizi finanziari e commerciali in rete hanno rappresentato una nuova fonte di guadagno per il riciclatore.
Il fenomeno trae consistenza anche nel versante attività terroristiche, le quali trovano sbocchi molto vantaggiosi per il trasferimento di capitali, sia a livello di costi che si sicurezza nelle transizioni.
Quando si parla di
cyberlaundering, ci si riferisce ad una delle due macrocategorie di crimini informatici: i
computer facilitated crimes, ovvero la riapplicazioni di crimini tradizionali al nuovo mezzo (i computer e la rete sono il mezzo della condotta criminale).
L’altra categoria, i
computer crimes, riguarda condotte illecite in cui sono gli stessi computer ad essere obiettivi.
Questo fenomeno, come in genere la maggior parte dei crimini informatici, offre una percezione distorta dello stesso: viene considerato un
quasi crimine, data la sua natura non violenta e la percezione
di distanza data dal mezzo telematico.
Per questo motivo, viene annoverato spesso tra i problemi tecnici, e da qui deriva la scarsa sensibilità delle strutture delle aziende al rischio di esposizione a problemi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.
P. Williams, in
Organized Crime and Cyber Crime: Implication for Business [2001], sostiene come criminalità organizzata, terrorismo e cybercrime, difficilmente diventeranno sinonimi: i crimini informatici, secondo l’autore, continueranno a essere il frutto di singoli individui piuttosto che di strutture organizzate.
Passati ormai quattro anni dalla pubblicazione del testo, e considerata la crescita e lo sviluppo relazionale della rete, la situazione è drasticamente cambiata.
Alcune linee di tendenza evidenziano un interesse ed una convergenza nell’ambito delle frodi telematiche: gruppi terroristici, come
al-Qaida, spesso si avvalgono della rete, per reclutare, promuovere o raccogliere finanziamenti.
Si evidenzia quindi uno strettissimo legame tra criminalità organizzata e tecnologie informatiche.
Un caso italiano riguarda il Banco di Sicilia, dove un gruppo composto da una ventina di persone, tra cui appartenenti a cosche mafiose e componenti interni alla struttura finanziaria, avevano progettato di sottrarre 400 milioni di dollari di finanziamenti provenienti da fondi europei destinati a realtà locali, che sarebbero poi stati riciclati attraverso banche svizzere, portoghesi e dell’IOR.
Fortunatamente il progetto, che consisteva nella creazione di un clone digitale dell’interfaccia web del Banco di Sicilia, è fallito grazie ad una fuga di notizie interne, da cui è scaturita un’operazione sotto copertura della polizia postale.